venerdì 22 marzo 2013

Ma io chi ero nella mia vita passata ? Chi ?

Dopo aver rimandato in ogni modo la cosa, anche dicendomi "ma se compro tutto là che succede ? Gesù Bambino piange?", stamattina ho fatto la valigia. In un lampo. Un'autentica macchina da guerra. C'è tutto e di più. (solo dopo ho realizzato che sì - c'è tutto e dippiù, ma mi so' scordata lo spazzolino). Fuori c'è un sole di una bellezza spudorata e io sono felice (anticipazione - e la sfiga pure perché sa già  cosa sta per succedere). Sto partendo e mi piace. Andando (da di là mi son riportata pure tutti i miei gerundi dove di solito mi siedo smarginando alla grande) so che amerò la stazione, il treno, gli odori e le immagini che si rincorrono. I treni sono caleidoscopi su rotaie. Ma tutto questo è prima. Prima di percepire, mentre sto ascoltando musica appena ricevuta (awww) una vocina che dalla TV avverte che oggi a Roma c'è lo sciopero del trasporto pubblico. Corollario implicito: e quindi i taxi oggi te li scordi. Non tremo perché ho la soluzione in tasca, anzi nel cellulare. Chiamo il babbo "ehi boy ti va di accompagnarmi in stazione?" Lui "No. Ho appena parcheggiato e non mi muovo neanche se m'ammazzi" (in effetti, tutt'a un tratto, l'idea di eliminarlo comincia a piacermi un sacco. Ma non c'ho tempo e devo partì. Lo eliminerò poi, first thing appena rientro, conto su di voi). Prendo tutto e decido di andare a piedi. Sono le 10 e il treno parte alle 11. Ho anche fame e quindi, nonostante la cosa si sia messa a tragedia, io voglio fare colazione. Mi incammino, valigia in una mano, giacca nell'altra e cellulare per continuare a sperare che un taxi mi salverà la vita. E' chiaro che il giocoliere non è il mio mestiere, così a metà strada travolgo una vecchietta. Che. Fatalità. Si risente assai. Io non ho tempo per le storie, le metto in mano un mio biglietto e allontanandomi tra le brume della mia disperazione grido -"pago tutto, non tema, aggiunga pure la permanente nuova che secondo me le serve eh"
La strada è ancora lunga e io penso che camminare svelta sia più brutto di certe bambole primi 800 che a guardarle non dormi per settimane (quando per anni ti sei messa via nei polmoni un pacchetto di sigarette al giorno, una non dovrebbe camminare così, se non altro per amore di sé, che ci si può dare la morte in modi meno crudeli). Bene. Mi blocca uno straniero, di una gentilezza assoluta. Mi arrendo e mi fermo. Mi chiede "ma l'ospedale qui dov'è che sta?" Sto per rispondergli "guardi andiamoci insieme, che non so lei perché ci vada, ma io sento che è lì che il mio posto adesso". Resisto e biascico di strade che in verità anche boh (chissà mai dove l'ho spedito, me lo porterò sempre sulla coscienza). Finalmente vedo la stazione e non me ne frega niente se è vera se è una allucinazione io la vedo e mi basta.  Arrivo dentro, mi infilo in un bar e, davvero senza più fiato, farfuglio "me lo darebbe un croissant per favore?" Il tipo ovviamente grida "che vole signo'? Nun ho sentito". Penso, ma non l'ho detto e me ne pentirò per tutta la vita, anche nella mia versione .2, "ma secondo te cosa cazzo mai posso volere in un bar ? Se volevo bottoni mica venivo a chiederli qui, idiota che sei". Vabbè. Risolto l'equivoco croissant/bottoni, non capisco quale sia la mia carrozza. L'uomo Eurostar mi chiede "lei è un'exe ?" Chiaro che io capisco "ex" e rispondo "beh sì, ex un sacco di cose. Ma perché me lo chiede ? Serve ?". Lui capisce al volo la profondità della mia bionditudine (un otto poggiato su un fianco - cit. -) e mi accompagna. Finalmente mi siedo e penso a quella bella frase che dice che se scoprissimo che ci rimangono solo cinque minuti per dire tutto ciò che vorremmo, ogni cabina telefonica sarebbe occupata da persone che chiamano altre persone balbettando che li amano. Sento che quei cinque minuti potrebbero essere arrivati per me e in effetti quella telefonata la farei, ma aggiungendo "ti spiace fare un salto a Milano e stendere un velo pietoso sui miei resti qui in treno che dai, mica è bello, che lascio sempre tutto 'sto casino. E portati le mollette che lo sai che son finite …"

A margine - vista l'aria mi son guardata bene dal fare pensieri sulla luna magnifica a bagno nel mare che c'è qui stasera. Visto mai che se ci poggio troppo l'occhio scateno gli eventi fino all'estinzione. Fino alla fine senza redenzione alcuna. Voi non lo sapete, ma stasera vi ho salvato la vita. Amatemi.

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Cosa bevi ? Ma soprattutto bevi ? Not are bananas